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UNA ESPERIENZA EMOZIONALE CHIAMATA BELLEZZA

UNA ESPERIENZA EMOZIONALE CHIAMATA BELLEZZA

19/08/2024

Ancora un incontro interessante, ancora un successo per il ciclo “Viaggio nella Bellezza”, organizzato da Fondazione e Associazione “Francesco Saverio Nitti”, patrocinato dal comune di Melfi”, con il contributo di Banca di Credito Cooperativo Gaudiano di Lavello, Relais “La fattoria” e Ristorante “Sole di Mezzanotte”.

Un progetto di quattro lezioni-spettacolo sul tema della bellezza che si stanno tenendo nel magnifico scenario dell’atrio del Palazzo Vescovile di Melfi e che ha visto e vedrà alternarsi, in qualità di relatori, personalità del mondo accademico e delle professioni.

Questa volta ad ammaliare il numeroso e attento pubblico presente è stata la lezione-spettacolo di Vincenzo Di Bernardo, dirigente psicologo presso il Centro di Salute Mentale di San Giovanni Rotondo.

“Dopo la letteratura – ha affermato Gianluca Tartaglia, direttore di Associazione Nitti- abbiamo affrontato il tema della bellezza da un altro punto di vista: la psicologia. Lo abbiamo fatto nel corso di una interessante lezione-spettacolo durante la quale abbiamo fatto un viaggio dentro noi stessi, alla scoperta del proprio personale rapporto con la bellezza. La brillante narrazione del relatore e la varietà dei temi trattati è stata molto apprezzata dall’attento pubblico presente che anche in questa occasione ha partecipato numeroso confermando il gradimento verso la nostra proposta culturale”.

Nel corso dell’incontro sono stati trattati diversi temi: la bellezza legame emozionale tra soggetto e oggetto, la chimica della bellezza, la relazione microbiota e bellezza, l’influenza della bellezza sugli stati d’animo e sui comportamenti sociali, la poetica soggettiva della bellezza, la rivalutazione del fascino come forma di bellezza non stereotipata, l’abitudine di inserire atti di bellezza nella vita quotidiana, gli studi di psicologia sociale sulla bellezza e la loro influenza sulle azione criminose, lo stretto legame tra amore e bellezza.

“La bellezza è un’esperienza emozionale – ha spiegato Vincenzo Di Bernardo-. Riteniamo bello tutto ciò che ci attrae e ci suscita emozioni, non necessariamente piacevoli. Anche una situazione scomoda, un amore impossibile, un’immagine terrificante possono essere belle, quando ci avvincono, ci seducono, ci intrigano, legandoci emotivamente all’esperienza che stiamo vivendo. Nutrire di bellezza i nostri giorni è l’antidoto contro l’annichilimento. Riempiamo i nostri occhi di meraviglia, immergiamoci nella sinfonia dei suoni della natura, torniamo ad abbracciarci, rendiamo più belli i luoghi in cui viviamo, partecipiamo maggiormente all’arricchimento umano del bene comune, del nostro quartiere, della nostra città.

La bellezza può rendere poetica la nostra vita, se glielo permettiamo. Sta a noi lasciarci compenetrare da essa, fino a che non abbia trasmutato intimamente il nostro essere. E per finire, un benevolo monito per tutti noi: ricordiamoci di splendere, poiché siamo degli splendidi diamanti rilucenti, anche se a volte ci lasciamo sommergere da così tanta polvere, da ritenerci soltanto degli inutili tozzi di carbone”.

Il ciclo di lezioni-spettacolo “Viaggio nella Bellezza” proseguirà con il seguente calendario:

07 Settembre ore 19,30 Arte & Musica “La bellezza come unione tra le arti: i Ballets Russes tra musica, danza e pittura” di Mariadelaide Cuozzo e Pier Paolo De Martino, 05 Ottobre ore 17.30 Estetica “Quale bellezza? L’avventura dell’invisibile” di Silvana Kuhtz.

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PERSONIFICAZIONI LETTERARIE DELLA BELLEZZA

PERSONIFICAZIONI LETTERARIE DELLA BELLEZZA

29/07/2024

Avviato a Melfi, presso la corte del Palazzo vescovile di Melfi, l’evento “Viaggio nella Bellezza”, organizzato da Fondazione e Associazione “Francesco Saverio Nitti”, patrocinato dal comune di Melfi”, con il contributo di Banca di Credito Cooperativo Gaudiano di Lavello, Relais “La fattoria” e Ristorante “Sole di Mezzanotte”.

Un progetto di quattro lezioni-spettacolo sul tema della bellezza che vedrà alternarsi, in qualità di relatori, personalità del mondo accademico e delle professioni, che si terranno dal mese di Luglio fino ad Ottobre.

Ad aprire il ciclo di incontri è stata la lezione-spettacolo “La bella vergine che fa belli i pensieri e l’invenzioni” di Emanuela Bufacchi, docente di Letteratura italiana all’Università “Suor Orsola Benincasa” di Napoli.

Introducendo l’evento Gianluca Tartaglia, direttore di Associazione Nitti, ha sottolineato come “soprattutto in questo momento storico dove il mondo sembra andare a rotoli, la società si è imbruttita, i punti di riferimento e i valori sembrano sbiadirsi, abbiamo bisogno di parlare di bellezza, di educare al bello, di riscattarci, di evidenziare il meglio che ci circonda. Questo ciclo di lezioni-spettacolo che affronta il tema della bellezza da diversi punti di vista, letteratura, psicologia, arte e musica, estetica, vuole dare un contributo a questa esigenza”.

Vincenzo Destino, presidente del consiglio comunale di Melfi, nel portare il saluto della città ha rimarcato “il ruolo fondamentale delle associazioni cittadine e, in particolare, l’importanza di iniziative di qualità, come quelle organizzate da Fondazione e Associazione Nitti, fondamentali per la crescita culturale della nostra comunità”.

Nel corso della lezione-spettacolo sono state presentate le riflessioni e le parole di alcuni classici della nostra tradizione letteraria (da Dante a Boccaccio, da Tasso a Leopardi) sulla bellezza in un meraviglioso viaggio, arricchito da contributi filmati e slides riassuntive, apprezzato dall’attento e numeroso pubblico presente.

“La grande bellezza di Paolo Sorrentino, premiato con l’Oscar come miglior film straniero, ha suscitato in Italia un rinnovato interesse per il tema della bellezza, stimolando la ripresa di un dibattito secolare – ha affermato Emanuela Bufacchi, docente di Letteratura italiana all’Univesità “Sant’Orsola Benincasa” di Napoli-. Interventi come “La Bellezza salverà il mondo” di Gianfranco Ravasi (2013), “Il Mistero della bellezza” di Umberto Galimberti, “La via della bellezza” di Vito Mancuso (2018) hanno contribuito a questa discussione.

Eppure la voce più significativa intorno al senso e al valore di una parola che ci affascina e attrae ma la cui essenza continua a sfuggirci resta quella degli scrittori, dei poeti, dei classici della nostra letteratura. Attraverso la lettura di alcuni autori della tradizione letteraria ho cercato di restituire valore e senso a una espressione che rischia in continuazione di essere compromessa e banalizzata dalla spettacolarizzazione del corpo che domina la contemporaneità.

Al centro della conferenza-spettacolo c’è stato il dialogo di Torquato Tasso dedicato a “Il Minturno ovvero della Bellezza”, in cui il poeta rinascimentale conferisce forza al concetto neoplatonico di bellezza, ricavandole la convinzione di una fragilità da preservare, capace di mettere in contatto l’uomo con il sacro «ch’ella sia un non so che d’eterno e divino […] che se potesse definirsi, potrebbe aver termine». Tale visione ispirerà poeti come Ugo Foscolo e Giacomo Leopardi, disposti a riconoscerle pieno valore di illusione, sdegnando ogni modello terreno, solo attraverso la forza dell’immaginazione. Così la donna innamorata, fantasma di bellezza e di virtù, destinata a vivere solo nei sogni, assume attraverso le parole poetiche la consistenza tangibile di una “donna che non si trova” eppure capace di risollevare gli animi.

La bellezza, narrataci dai poeti come preziosa ma fragile, desiderabile ma impenetrabile e sfuggente, garantisce agli uomini un contatto frammentario con ciò che è al di là dell’esistenza tangibile e a cui la nostra finitezza continuamente aspira.

È quanto ancora ci insegna, nella contemporaneità più recente, un poeta straordinario come Mario Luzi che ha saputo percepire la pienezza della Bellezza nel mondo e il rischio insito nella sua perdita. La sua preghiera/invocazione rivolta alla Bellezza affinché non ci abbandoni e continui a prodigare sé stessa al mondo restituendo a pieno la necessità di continuare ad approfondire un valore di cui tutti noi abbiamo bisogno”.

Il ciclo di lezioni-spettacolo “Viaggio nella Bellezza” proseguirà con il seguente calendario:

17 Agosto ore 20,00 Psicologia “Fresche note di bellezza ad occhi chiusi” di Vincenzo Di Bernardo, 07 Settembre ore 20,30 Arte & Musica “La bellezza come unione tra le arti: i Ballets Russes tra musica, danza e pittura” di Mariadelaide Cuozzo e Pier Paolo De Martino, 05 Ottobre ore 17.30 Estetica “Quale bellezza? L’avventura dell’invisibile” di Silvana Kuhtz.

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A MELFI PARTE L’EVENTO “VIAGGIO NELLA BELLEZZA”

A MELFI PARTE L’EVENTO “VIAGGIO NELLA BELLEZZA”

25/07/2024

Sarà il suggestivo scenario dell’atrio del Palazzo Vescovile di Melfi ad ospitare l’evento “Viaggio nella bellezza”, organizzato da Fondazione e Associazione “Francesco Saverio Nitti” patrocinato dal comune di Melfi con il contributo di Bbc Gaudiano di Lavello, Realis “La Fattoria” e ristorante “Sole di Mezzanotte”.

Si tratta di un ciclo di quattro lezioni-spettacolo che affronteranno il tema della Bellezza da altrettanti punti di vista: Letteratura, Psicologia, Arte & Musica, Estetica. Gli incontri, che si terranno alle 20.30 da Luglio a Ottobre, vedranno come protagonisti esponenti del mondo accademico e delle professioni e osserveranno il seguente calendario:

27 Luglio Letteratura “La bella vergine che fa belli i pensieri e l’invenzioni” Personificazioni letterarie della Bellezza con Emanuela Bufacchi (Università degli Studi “Suor Orsola Benincasa” di Napoli), 17 Agosto Psicologia “Fresche note di bellezza ad occhi chiusi” con Vincenzo Di Bernardo psicologo e psicoterapeuta, 07 settembre Arte & Musica “La bellezza come unione fra le arti: i Ballets Russes tra musica, danza e pittura” con Mariadelaide Cuozzo (Università degli Studi della Basilicata) e Pierpaolo De Martino (storico della musica), 05 Ottobre Estetica “Quale bellezza? L’avventura dell’invisibile” con Silvana Kuhtz (Univesrsità degli Studi della Basilicata).

“ll percorso estivo-autunnale dell’iniziativa culturale civica di Fondazione e Associazione Nitti a Melfi – afferma Stefano Rolando presidente di Fondazione Nitti- è ispirato quest’anno a una riflessione antica. La bellezza è intrinseca alla natura. Ma così si finisce – o per meglio dire si rischia – di sottometterci a una potenza misteriosa. Solo provando a riconoscere forme, significati, allusioni, ne potremmo anche cogliere meglio le fragilità. Passaggio ineludibile per avere modo quindi anche di difenderla, di proteggerla, di preservarla. Senza necessariamente farne solo un fatto di cultura. Convivendo con essa, reggendola con i nostri sensi, noi altrettanto fragili fruitori”.

“Grazie a tutti coloro che hanno accettato di contribuire a queste ‘letture’, che allargano gli orizzonti dell’iniziativa culturale, ricollegando a Melfi anche figure che hanno collaborato con noi nel tempo- dichiara Patrizia Nitti presidente di Associazione Nitti-. Un pensiero per distoglierci un po’ dai pensieri pesanti di questi tempi e per aprirci ad un irrinunciabile nutrimento: quello immateriale”.

La lettaratura sarà il tema d’apertura del “Viaggio nella bellezza” . “La bella vergine che fa belli i pensieri e l’invenzioni”, lezione-spettacolo di Emanuela Bufacchi, docente all’Università “Suor Orsolo Benincasa” di Napoli in programma sabato 27 luglio alle ore 20.30, intende presentare le riflessioni e le parole di alcuni classici della nostra tradizione letteraria (da Dante a Boccaccio, da Tasso a Leopardi) sulla bellezza, nella convinzione che esse possano ancora oggi aiutarci a ritrovare il significato vero di un valore che rischia di essere sopraffatto, alterato e sminuito dai miti della società odierna.

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La voce di Nitti riformista e preveggente. Editoriale di Giuliano Amato sul domenicale de “Il Sole 24 ore”

La voce di Nitti riformista e preveggente. Editoriale di Giuliano Amato sul domenicale de “Il Sole 24 ore”

14/07/2024
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Maturità 2024, traccia su un brano tratto dalla “Storia d’Europa” del prof. Giuseppe Galasso

19/06/2024

Con apprezzamento tra le tracce dei temi assegnati questa mattina alla prima prova per la maturità 2024, si è visto un brano tratto dalla “Storia d’Europa” del prof. Giuseppe Galasso che riguarda una riflessione sulla deterrenza delle armi atomiche durante la Guerra fredda e sul sistema di potere che si era instaurato tra il blocco occidentale della Nato e quello facente capo dall’ex Unione sovietica. Una traccia che in qualche modo collega la situazione degli anni Cinquanta all’attuale ritorno a blocchi contrapposti dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia.

Pur sollecitando una visione informata di uno dei temi cruciali dell’attualità internazionale, questa assegnazione tende anche a riconoscere la parte dei giovani che tiene gli occhi aperti e uno spirito critico sui nodi etico-politici del nostro tempo.

Argomento dunque arduo ma test interessante.

L’occasione è propizia comunque per esprimere un pensiero di perdurante stima e amicizia nei confronti del prof. Galasso, primo presidente del Comitato scientifico della Fondazione “Francesco Saverio Nitti”, costituita nel 2008, memori delle frequenti fervide riunioni di quell’organismo in Basilicata, a Napoli, a Roma.

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Francobollo ad Italo Foschi: disappunto della famiglia Nitti

Francobollo ad Italo Foschi: disappunto della famiglia Nitti

13/06/2024

Mariano Dolci, decano dei nipoti diretti di Francesco Saverio Nitti, scrive alla nostra Fondazione per segnalare il severo disappunto della famiglia Nitti in ordine al provvedimento che ha conferito a Italo Foschi, squadrista e poi gerarca fascista, responsabile in più di venti anni di molteplici crimini, a cominciare dalla devastazione della casa romana del presidente Nitti nel novembre del 1923

Il decano dei nipoti diretti di Francesco Saverio Nitti, Mariano Dolci, quindi anche parte della famiglia Nitti che – attraverso l’associazione melfitana intitolata allo statista lucano, nato appunto a Melfi – ha creato insieme alle istituzioni territoriali la nostra Fondazione, ci ha scritto ieri  la lettera che qui fa seguito.

Francobollo ad Italo Foschi: disappunto della famiglia Nitti
Una foto (archivio Fondazione Einaudi) con alcune tracce della devastazione di casa Nitti nel 1923 (il pianoforte)

L’argomento è in rete da alcuni giorni perché i maggiori quotidiani nazionali, ma anche la stampa veneta e Rai Veneto e nei territori che hanno più conosciuto le gesta criminose della figura implicata, oltre al maggiore periodico popolare cattolico italiano “Famiglia Cristiana”. L’Anpi nazionale con una lunga comunicazione ha poi comunicato che il provvedimento è stato assunto dal governo e che riguarda in forma esplicita il 140° anniversario (incredibile argomento!) della nascita del gerarca fascista in questione.

Tutti sollecitano l’immediato ritiro del provvedimento. In ogni caso, siccome il camuffamento delle “ragioni” del provvedimento riguarderebbe il centenario della costituzione della squadra di calcio Roma, noi stessi ci uniamo alle richieste in corso chiedendo in particolare  ai tifosi e simpatizzanti della Roma di ottenere l’immediata separazione di questo anniversario dalla figura di chi era protempore presidente, in quanto gerarca fascista, del sodalizio,  per tutte le ragioni che la lettera di Mariano Dolci ricorda.

Tra  cui, all’origine, la responsabilità acclarata di avere progettato e guidato nel novembre del 1923 la distruzione dell’abitazione romana del presidente Nitti, all’origine dell’espatrio di tutta la famiglia per 22 anni.  22 anni in cui il gerarca in questione, tra l’altro prefetto di Belluno durante la Repubblica di Salò, ha continuato a fare le sue imprese.

Il prof. Alessandro Barbero, nella sua conferenza per il centenario del “delitto Matteotti”, ha ricordato pubblicamente, per nome e nomea, il Foschi, proprio come il gerarca fascista a Roma che solidarizzo’ e protesse Amerigo Dumini, il capo della squadra omicida di Giacomo Matteotti.

La Lettera

“Sono nipote di Francesco Saverio Nitti (ex-Presidente del Consiglio 1919-1921) e l’ho conosciuto bene essendo io stato accolto in casa sua dopo la morte di mia madre, Maria Luigia, sua figlia, fino al giorno della morte di Nitti avvenuta a Roma nel 1953 quando allora io avevo 16 anni.  Come mia sorella Antonella, che si associa a questa nota, siamo entrambi soci dell’Anpi, io a Pisa, mia sorella presidente della nostra associazione a Stoccolma.

Da questa breve presentazione può essere  intuita l’irritazione, lo scandalo e la dolorosa impressione che la notizia del “francobollo di Stato”, nel senso di attivato dai competenti organi del Governo,  dedicato al capo squadrista Italo Foschi ha provocato in me e nei miei familiari.  

Come è stato possibile? 

Non riesco a trovare le parole per esprimere la mia indignazione, ma soprattutto il mio sconforto e la mia tristezza per la notizia di veder dedicato – con la irrilevante copertura del centenario della AS Roma (di cui Foschi fu il primo presidente) – un francobollo a quell’Italo Foschi in realtà capo della spedizione degli squadristi che fece numerose “bravate” tra cui la distruzione della nostra abitazione romana.

Mio nonno si salvò grazie a  una scala di servizio che accedeva al terrazzo, ma poi dovette traferirsi con la famiglia in esilio per venti anni.  Esistono foto delle distruzioni di quella casa.

Le biografie ci dicono anche che Foschi finì il suo percorso “militante” nella Repubblica di Salò al servizio dei nazisti e, come hanno scritto in questi giorni soprattutto sulla stampa veneta, di atroci persecuzioni razziali nei confronti degli ebrei italiani.  

Mio nonno è deceduto da tempo e non può dunque assistere a questo nostro tempo di omologazione  del fascismo ovvero –  ed è quasi peggio –  di indifferenza per il “passato regime”.

Non apro qui la discussione su ciò che ottanta anni di ricerca storica hanno fatto ampiamente emergere. La domanda viva, mia e di molti, resta quella sul perché possono accadere senza adeguati controlli e dunque senza trasparenza delle argomentazioni fatti di omologazione di questo genere nell’ambito delle nostre istituzioni.

Scrivo dunque questa lettera per dovere di testimonianza.

Scrivo all’ANPI, associazione a cui appartengo e scrivo parimenti alla Fondazione “Francesco Saverio Nitti” attivata dalla famiglia Nitti e dalle istituzioni perché sia possibile richiamare l’attenzione di tutti coloro che hanno responsabilità istituzionali, dal Presidente della Repubblica che ci ha fatto l’onore (come familiari di Nitti) di riceverci in occasione dell’avvio delle celebrazioni del centenario del Governo Nitti, alla Presidente del Consiglio dei Ministri che certo ha gli strumenti di accertamento e di revoca del provvedimento.

Sono immobilizzato per un problema alle vertebre e conto quindi solo sul mezzo “postale” per rendere qui la mia testimonianza.  Nel caso, senza metterci il francobollo.”

Mariano Dolci

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