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Presentato a Roma il saggio di Massimo Crosti “Nitti interprete del Novecento”(Editoriale Scientifica, 2024).

Presentato a Roma il saggio di Massimo Crosti “Nitti interprete del Novecento”(Editoriale Scientifica, 2024).

09/06/2024

Il 6 giugno scorso, presso la sede dell’istituto dell’ Enciclopedia Italiana a Roma, si è tenuta la presentazione del saggio di Massimo Crosti “Nitti interprete del Novecento”(Editoriale Scientifica, 2024).

Ne hanno discusso con l’autore: Giuliano Amato, Francesco Barbagallo e Simona Colarizi.

Stefano Rolando, presidente di Fondazione Nitti, ha introdotto e moderato l’evento.

Il testo scritto dell’introduzione lo trovate al link: https://stefanorolando.it/?p=9390 mentre la videoregistrazione (Treccani/Youtube) di tutto l’incontro è su questo link: https://www.youtube.com/watch?v=6GqAf-Zrq5I

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Francobollo al gerarca fascista Italo Foschi. Il disappunto di Mariano Dolci

09/06/2024

Mariano Dolci, decano dei nipoti diretti di Francesco Saverio Nitti, scrive alla nostra Fondazione per segnalare il severo disappunto della famiglia Nitti in ordine al provvedimento che ha conferito a Italo Foschi, squadrista e poi gerarca fascista, responsabile in più di venti anni di molteplici crimini, la consacrazione di un francobollo della Repubblica italiana, con la copertura di motivazione di essere stato il presidente della squadra di calcio Roma (di cui si ricorda quest’anno il centenario della fondazione).

9 giugno 2024

Il decano dei nipoti diretti di Francesco Saverio Nitti, Mariano Dolci, quindi anche parte della famiglia Nitti che – attraverso l’associazione melfitana intitolata allo statista lucano, nato appunto a Melfi – ha creato insieme alle istituzioni territoriali la nostra Fondazione, ci ha scritto ieri la lettera che qui fa seguito.

L’argomento è in rete da alcuni giorni perché i maggiori quotidiani nazionali, ma anche la stampa veneta e Rai Veneto e nei territori che hanno più conosciuto le gesta criminose della figura implicata, oltre al maggiore periodico popolare cattolico italiano “Famiglia Cristiana”. L’Anpi nazionale con una lunga comunicazione ha poi comunicato che il provvedimento è stato assunto dal governo e che riguarda in forma esplicita il 140° anniversario (incredibile argomento!) della nascita del gerarca fascista in questione.

Tutti sollecitano l’immediato ritiro del provvedimento. In ogni caso, siccome il camuffamento delle “ragioni” del provvedimento riguarderebbe il centenario della costituzione della squadra di calcio Roma, noi stessi ci uniamo alle richieste in corso chiedendo in particolare ai tifosi e simpatizzanti della Roma di ottenere l’immediata separazione di questo anniversario dalla figura di chi era protempore presidente, in quanto gerarca fascista, del sodalizio, per tutte le ragioni che la lettera di Mariano Dolci ricorda. Tra cui, all’origine, la responsabilità acclarata di avere progettato e guidato nel novembre del 1923 la distruzione dell’abitazione romana del presidente Nitti, all’origine dell’espatrio di tutta la famiglia per 22 anni. 22 anni in cui il gerarca in questione, tra l’altro prefetto di Belluno durante la Repubblica di Salò, ha continuato a fare le sue imprese.

LA LETTERA DI MARIANO DOLCI

Sono nipote di Francesco Saverio Nitti (ex-Presidente del Consiglio 1919-1921) e l’ho conosciuto bene essendo io stato accolto in casa sua dopo la morte di mia madre, Maria Luigia, sua figlia, fino al giorno della morte di Nitti avvenuta a Roma nel 1953 quando allora io avevo 16 anni. Come mia sorella Antonella, siamo entrambi soci dell’Anpi, io a Pisa, mia sorella presidente della nostra associazione a Stoccolma.

Da questa breve presentazione può essere intuita l’irritazione, lo scandalo e la dolorosa impressione che la notizia del “francobollo di Stato”, nel senso di attivato dai competenti organi del Governo, dedicato al capo squadrista Italo Foschi ha provocato in me e nei miei familiari.

Come è stato possibile?

Non riesco a trovare le parole per esprimere la mia indignazione, ma soprattutto il mio sconforto e la mia tristezza per la notizia di veder dedicato – con la irrilevante copertura del centenario della AS Roma (di cui Foschi fu il primo presidente) – un francobollo a quell’Italo Foschi in realtà capo della spedizione degli squadristi che fece numerose “bravate” tra cui la distruzione della nostra abitazione romana.

Mio nonno si salvò grazie a una scala di servizio che accedeva al terrazzo, ma poi dovette traferirsi con la famiglia in esilio per venti anni. Esistono foto delle distruzioni di quella casa.

Le biografie ci dicono anche che Foschi finì il suo percorso “militante” nella Repubblica di Salò al servizio dei nazisti e, come hanno scritto in questi giorni soprattutto sulla stampa veneta, di atroci persecuzioni razziali nei confronti degli ebrei italiani.

Mio nonno è deceduto da tempo e non può dunque assistere a questo nostro tempo di omologazione del fascismo ovvero – ed è quasi peggio – di indifferenza per il “passato regime”.

Non apro qui la discussione su ciò che ottanta anni di ricerca storica hanno fatto ampiamente emergere. La domanda viva, mia e di molti, resta quella sul perché possono accadere senza adeguati controlli e dunque senza trasparenza delle argomentazioni fatti di omologazione di questo genere nell’ambito delle nostre istituzioni.

Scrivo dunque questa lettera per dovere di testimonianza.

Scrivo all’ANPI, associazione a cui appartengo e scrivo parimenti alla Fondazione “Francesco Saverio Nitti” attivata dalla famiglia Nitti e dalle istituzioni perché sia possibile richiamare l’attenzione di tutti coloro che hanno responsabilità istituzionali, dal Presidente della Repubblica che ci ha fatto l’onore (come familiari di Nitti) di riceverci in occasione dell’avvio delle celebrazioni del centenario del Governo Nitti, alla Presidente del Consiglio dei Ministri che certo ha gli strumenti di accertamento e di revoca del provvedimento.

Sono immobilizzato per un problema alle vertebre e conto quindi solo sul mezzo “postale” per rendere qui la mia testimonianza. Nel caso, senza metterci il francobollo.

Mariano Dolci

l servizio del TG3 Rai Veneto dedicato alla questione

https://www.rainews.it/…/francobollo-celebra-italo…

Tracce nella stampa romana dell’assalto squadrista nella casa di F.S. Nitti a Roma al civico n. 18 di via Farnese, il 29.11.1923.

https://romah24.com/…/29-novembre-1923-via-farnese-gli…

Foto 1: (archivio Fondazione Einaudi) con alcune tracce della devastazione di casa Nitti nel 1923 (il pianoforte)

https://www.quirinale.it/elementi/23393#&gid=1&pid=4

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In programma a Roma la presentazione del saggio del prof. Massimo Crosti: 𝑵𝒊𝒕𝒕𝒊 𝒊𝒏𝒕𝒆𝒓𝒑𝒓𝒆𝒕𝒆 𝒅𝒆𝒍 𝑵𝒐𝒗𝒆𝒄𝒆𝒏𝒕𝒐 – 𝑨𝒏𝒂𝒍𝒊𝒔𝒊 𝒅𝒆𝒍 𝒑𝒆𝒏𝒔𝒊𝒆𝒓𝒐 𝒑𝒐𝒍𝒊𝒕𝒊𝒄𝒐

01/06/2024

Giovedì 6 giugno, alle ore 17.30, all’Istituto della Enciclopedia Italiana a Roma, ci sarà la presentazione del saggio del prof. Massimo Crosti: 𝑵𝒊𝒕𝒕𝒊 𝒊𝒏𝒕𝒆𝒓𝒑𝒓𝒆𝒕𝒆 𝒅𝒆𝒍 𝑵𝒐𝒗𝒆𝒄𝒆𝒏𝒕𝒐 – 𝑨𝒏𝒂𝒍𝒊𝒔𝒊 𝒅𝒆𝒍 𝒑𝒆𝒏𝒔𝒊𝒆𝒓𝒐 𝒑𝒐𝒍𝒊𝒕𝒊𝒄𝒐

Con l‘autore, interverranno 𝗚𝗶𝘂𝗹𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗔𝗺𝗮𝘁𝗼, 𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗲𝘀𝗰𝗼 𝗕𝗮𝗿𝗯𝗮𝗴𝗮𝗹𝗹𝗼, 𝗦𝗶𝗺𝗼𝗻𝗮 𝗖𝗼𝗹𝗮𝗿𝗶𝘇𝗶 𝗲 𝗦𝘁𝗲𝗳𝗮𝗻𝗼 𝗥𝗼𝗹𝗮𝗻𝗱𝗼

I posti sono limitati, potete prenotarvi inviando una mail a salaigea@treccani.it

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A MELFI CONFERENZA SULLA ”IDENTITA’ GENERAZIONALE”

A MELFI CONFERENZA SULLA ”IDENTITA’ GENERAZIONALE”

31/05/2024

Venerdì 17 Maggio alle ore 10, presso l’aula magna dell’IIS “Federico II di Svevia” di Melfi, è in programma la conferenza sulla “Identità generazionale” del prof. Stefano Rolando, docente all’Università IULM di Milano e presidente della Fondazione “Francesco Saverio Nitti”.

Si tratta del quarto ed ultimo appuntamento del progetto “I colori del vostro/nostro tempo”, organizzato da Fondazione e Associazione “Francesco Saverio Nitti” unitamente all’IIS “Federico II di Svevia” di Melfi, riservato agli studenti dello stesso istituto e patrocinato dalla provincia di Potenza e dal comune di Melfi.

Nel corso della conferenza si parlerà di questioni generazionali, di punti di vista sulle priorità, di tentativi di riannodare storia e futuro.

Sarà possibile seguire l’evento in diretta sulle pagine fb dell’Associazione e Fondazione “Francesco Saverio Nitti”.

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Presentazione libro “Nitti interprete del 900” alla Treccani

Presentazione libro “Nitti interprete del 900” alla Treccani

30/05/2024

Presentazione del saggio del prof. Massimo Crosti “Nitti interprete del 900– Analisi del pensiero politico” alla Sala Igea dell’Istituto della Enciclopedia Italiana

Melfi-Roma, 30 maggio 2024 – Fondazione “Francesco Saverio Nitti” è lieta di annunciare la pubblicazione da parte di Editoriale Scientifica di Napoli del saggio del prof. Massimo Crosti “Nitti interprete del Novecento – Analisi del pensiero politico”, con prefazione di Franco Barbagallo e nota editoriale di Stefano Rolando.

La prima presentazione avrà luogo alla Sala Igea dell’Istituto della Enciclopedia Italiana (Piazza della Enciclopedia italiana 4, Roma) giovedì 6 giugno 2024, alle ore 17.30.

Con l‘autore, interverranno Giuliano Amato, Francesco Barbagallo, Simona Colarizi e Stefano Rolando

(RSVP salaigea@treccani.it).

L’articolazione del saggio:
• Prefazione, nota editoriale e Introduzione
• Fra ricerca e politica
• Una nazione in cammino
• La grande crisi europea
• La teoria democratica
• Il secondo dopoguerra
• Conclusioni e Indice dei nomi

Nitti interprete del 900 - Analisi del pensiero politico

LA SCHEDA DEL LIBRO
Massimo Crosti
Nitti interprete del Novecento
Analisi del pensiero politico
Prefazione di Francesco Barbagallo
Nota editoriale di Stefano Rolando
Editoriale Scientifica – aprile 2024
Il testo è patrocinato da “Fondazione Francesco Saverio Nitti”
https://editorialescientifica.it/…/nitti-interprete…/
Anno: 2024
Pagine: XXII-218 – 15,20€
ISBN: 979-12-5976-889-6
Categoria: Diritto costituzionale Tag: Crosti M.

La prima ricostruzione complessiva del pensiero politico di Francesco Saverio Nitti attraverso un’analisi dei suoi nuclei concettuali distintivi.

La teoria democratica, il liberalismo, la concezione dello Stato, l’idea di politica, il totalitarismo, la visione dell’Europa e, più ampiamente, dell’Occidente, percorrendo gli ultimi decenni dell’Ottocento e la prima metà del Novecento.

Il tutto collocato in un più vasto orizzonte, in cui Nitti, uomo di governo e statista di levatura europea, protagonista di una stagione inedita e innovativa di riformismo amministrativo, si rivela capace, per esperienza diretta della storia del proprio tempo e per riflessione critica sulla medesima esperienza, in quanto dotato di una coerente e strutturata elaborazione teorica, di tracciare e di anticipare le linee di sviluppo del secolo scorso.

• Avverte, negli anni Venti, che il trattamento riservato alla Germania dopo Versailles avrebbe portato a una guerra ancora più sanguinosa della Grande Guerra.

• Scrive a Mussolini, nel ’39, di non entrare in guerra perché la Germania sarebbe stata travolta.

• Intuisce, agli inizi della Guerra Fredda, che, una volta sconfitta l’Unione Sovietica, ciò avrebbe avuto ripercussioni negative per lo stesso mondo occidentale.

Riflettendo sul futuro dell’Italia, dopo averne indagato a lungo le questioni cruciali, a partire da quella meridionale, e aver tentato, da Presidente del Consiglio dei ministri, nel 1919, di introdurre il voto alle donne, mette in guardia, con meditata preveggenza, sui rischi del regionalismo, ritenendo che, una volta attuato, avrebbe fatto riemergere con forza i particolarismi, generato conflittualità fra le istituzioni, mettendo così a rischio il tessuto unitario del Paese.

BIOGRAFIA DELL’AUTORE

Massimo Crosti ha insegnato Filosofia politica all’Università Salesiana e anche all’Università Gregoriana, a Roma. Sempre all’Università Salesiana, ha insegnato Storia della filosofia medievale e Filosofia morale.

Ha scritto saggi su riviste scientifiche e svolto attività pubblicistica su temi culturali. Nell’ambito dei suoi lavori, rivolti al populismo, al comunitarismo, al pensiero democratico italiano, ha dedicato contributi a Philip Selznick, Alasdair MacIntyre, Paul Taggart, Roberto Ruffilli.Fra le sue pubblicazioni: con Vittorio Foa, Il ritorno dell’individuo. Cosa cambia nel lavoro e nella politica (Edizioni Lavoro, Roma 2000); Domenico Fisichella.

Il primato della politica (Città Aperta, Troina 2005); Religione o politica? Conservazione e democrazia in Lamennais (Marco Editore, Lungro di Cosenza 2010). Fra le sue curatele: con Mauro Mantovani, Per una finanza responsabile e solidale. Problemi e prospettive (Las, Roma 2013).

Fondazione Francesco Saverio Nitti

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Fondazione Nitti annuncia la pubblicazione del saggio del prof. Massimo Crosti “Nitti interprete del Novecento – Analisi del pensiero politico”, con prefazione di Franco Barbagallo e nota editoriale di Stefano Rolando.

30/05/2024

Fondazione “Francesco Saverio Nitti” è lieta di annunciare la pubblicazione da parte di Editoriale Scientifica di Napoli del saggio del prof. Massimo Crosti Nitti interprete del Novecento – Analisi del pensiero politico, con prefazione di Franco Barbagallo e nota editoriale di Stefano Rolando.

La prima presentazione avrà luogo alla Sala Igea dell’Istituto della Enciclopedia Italiana (Piazza della Enciclopedia italiana 4, Roma) giovedì 6 giugno 2024, alle ore 17.30.

Con l‘autore, interverranno Giuliano Amato, Francesco Barbagallo, Simona Colarizi e Stefano Rolando

(RSVP salaigea@treccani.it).

L’articolazione del saggio:

• Prefazione, nota editoriale e Introduzione

• Fra ricerca e politica

• Una nazione in cammino

• La grande crisi europea

• La teoria democratica

• Il secondo dopoguerra

• Conclusioni e Indice dei nomi

LA SCHEDA DEL LIBRO

Massimo Crosti

Nitti interprete del Novecento

Analisi del pensiero politico

Prefazione di Francesco Barbagallo

Nota editoriale di Stefano Rolando

Editoriale Scientifica – aprile 2024

Il testo è patrocinato da “Fondazione Francesco Saverio Nitti”

https://editorialescientifica.it/…/nitti-interprete…

Anno: 2024

Pagine: XXII-218 – 15,20€

ISBN: 979-12-5976-889-6

Categoria: Diritto costituzionale Tag: Crosti M.

La prima ricostruzione complessiva del pensiero politico di Francesco Saverio Nitti attraverso un’analisi dei suoi nuclei concettuali distintivi.

La teoria democratica, il liberalismo, la concezione dello Stato, l’idea di politica, il totalitarismo, la visione dell’Europa e, più ampiamente, dell’Occidente, percorrendo gli ultimi decenni dell’Ottocento e la prima metà del Novecento.

Il tutto collocato in un più vasto orizzonte, in cui Nitti, uomo di governo e statista di levatura europea, protagonista di una stagione inedita e innovativa di riformismo amministrativo, si rivela capace, per esperienza diretta della storia del proprio tempo e per riflessione critica sulla medesima esperienza, in quanto dotato di una coerente e strutturata elaborazione teorica, di tracciare e di anticipare le linee di sviluppo del secolo scorso.

• Avverte, negli anni Venti, che il trattamento riservato alla Germania dopo Versailles avrebbe portato a una guerra ancora più sanguinosa della Grande Guerra.

• Scrive a Mussolini, nel ’39, di non entrare in guerra perché la Germania sarebbe stata travolta.

• Intuisce, agli inizi della Guerra Fredda, che, una volta sconfitta l’Unione Sovietica, ciò avrebbe avuto ripercussioni negative per lo stesso mondo occidentale.

Riflettendo sul futuro dell’Italia, dopo averne indagato a lungo le questioni cruciali, a partire da quella meridionale, e aver tentato, da Presidente del Consiglio dei ministri, nel 1919, di introdurre il voto alle donne, mette in guardia, con meditata preveggenza, sui rischi del regionalismo, ritenendo che, una volta attuato, avrebbe fatto riemergere con forza i particolarismi, generato conflittualità fra le istituzioni, mettendo così a rischio il tessuto unitario del Paese.

BIOGRAFIA DELL’AUTORE

Massimo Crosti ha insegnato Filosofia politica all’Università Salesiana e anche all’Università Gregoriana, a Roma. Sempre all’Università Salesiana, ha insegnato Storia della filosofia medievale e Filosofia morale. Ha scritto saggi su riviste scientifiche e svolto attività pubblicistica su temi culturali. Nell’ambito dei suoi lavori, rivolti al populismo, al comunitarismo, al pensiero democratico italiano, ha dedicato contributi a Philip Selznick, Alasdair MacIntyre, Paul Taggart, Roberto Ruffilli.Fra le sue pubblicazioni: con Vittorio Foa, Il ritorno dell’individuo. Cosa cambia nel lavoro e nella politica (Edizioni Lavoro, Roma 2000); Domenico Fisichella. Il primato della politica (Città Aperta, Troina 2005); Religione o politica? Conservazione e democrazia in Lamennais (Marco Editore, Lungro di Cosenza 2010). Fra le sue curatele: con Mauro Mantovani, Per una finanza responsabile e solidale. Problemi e prospettive (Las, Roma 2013).

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