SCOMPARSA PATRIZIA NITTI, IL CORDOGLIO DELL’UNIBAS
Il Rettore dell’Università degli Studi della Basilicata, prof. Ignazio M. Mancini, esprime, a nome di tutta la comunità accademica e a nome suo personale, il cordoglio per la scomparsa della dott.ssa Patrizia Nitti.
Ignazio Mancini – Rettore
A nome della Fondazione FSN e nel ricordo di tante occasioni di incontro e dialogo di Patrizia Nitti con la comunità accademica di Unibas e con le modalità di relazione tra la nostre organizzazioni e l’ateneo di riferimento, membro fondatore della nostra membership, ringrazio vivamente il rettore prof. Ignazio Mancini per le sue espressioni di cordoglio.
Stefano Rolando
NECROLOGIO DELLA FONDAZIONE NITTI
La Fondazione “Francesco Saverio Nitti” con sede a Melfi e rappresentanza a Roma
partecipa con profondo dolore la notizia della scomparsa di
Patrizia Nitti
Cavaliere Ufficiale al merito della Repubblica italiana; Stella d’Italia;
Oficier de l’Ordre national du Mérite de la République française.
Presidente della Associazione “F.S. Nitti”, socio costitutivo della Fondazione.
E comunica che le esequie si svolgeranno lunedì 13 luglio alle ore 18.00
presso San Salvatore in Lauro nella omonima piazza a Roma.

È morta Patrizia Nitti, nipote di Francesco Saverio Nitti,
reputata organizzatrice d’arte e cultura tra Italia e Francia.
L’Associazione “Francesco Saverio Nitti”, di cui è stata presidente, ha annunciato la scomparsa
L’Associazione melfitana “Francesco Saverio Nitti” – presieduta per un quarto di secolo da Patrizia Nitti, nipote dello statista lucano e presidente del Consiglio dei ministri 1919-1920 – annuncia con grande dolore e infinita tristezza la scomparsa della propria presidente avvenuta all’Istituto Agazzi di Arezzo. Qui era ricoverata per l’indomabile espansione di un tumore polmonare che l’aveva colpita a fine 2025, tenendola per mesi in combattimento clinico-sanitario a Roma, fino all’ultimo vigile e attenta rispetto alla famiglia (il figlio Edoardo e i nipoti vivono ad Arezzo), agli amici, alla comunità professionale e agli ambiti in Italia e in Francia delle sue abituali relazioni.
Nata a Parigi il 30 marzo 1944 – nel quadro del lungo esilio in Francia durante il fascismo di tutta la famiglia Nitti – figlia del dott. Federico Nitti (medico e ricercatore dell’Institut Pasteur noto per le sue scoperte sui sulfamidici che valsero dopo la sua morte il Nobel per la Medicina al suo stretto collaboratore Daniel Bovet) e di Giuliana Cianca (figlia del sen. Alberto Cianca esponente di Giustizia e Libertà e del Partito d’Azione che fu ministro per la Consulta nel primo governo De Gasperi).
Ebbe nella sua vita privata due matrimoni con tre figli e successivamente due post-matrimoni. Studiò a Parigi e a Roma arte e, trasferendosi in Italia dalla fine degli anni ’70, iniziò una lunga esperienza di curatrice di mostre d’arte e di eventi culturali.
Fece spicco la direzione del Musèe du Luxembourg, presso il Senato della Repubblica francese in cui, grazie alla sua tessitura con i più significativi sovrintendenti italiani, fece rivivere lo spazio fondato da Maria de’ Medici per ospitare straordinarie mostre dei maggiori esponenti del Rinascimento italiano. Continuò poi la sua esperienza dividendosi tra Parigi e l’Italia, con la direzione artistica del Musèe Maillol e in Italia progettando e gestendo grandi eventi culturali come furono le Panatenee Pompeiane (di cui era presidente Leonard Bernstein) e curando negli anni ’90 le mostre dei maggiori pittori francesi al Museo Archeologico di Aosta.
Per il contributo dato alla promozione internazionale dell’alta cultura italiana il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi le conferì nel 2003 l’onorificenza della Stella d’Italia, oltre all’onorificenza di Cavaliere Ufficiale della Repubblica del 1990 e l’Ordre du Mèrit della Repubblica francese del 2002.
Patrizia Nitti è stata protagonista della fase costitutiva, a Melfi e nella Regione Basilicata, delle strutture stabili che hanno in questi anni portato luce e valorizzazione al pensiero e all’opera di Francesco Saverio Nitti. Prima l’Associazione melfitana (a cui aderiscono persone fisiche e con partecipazione dei cittadini di Melfi) all’origine presieduta dall’amb. Joseph Nitti e dopo la sua scomparsa da lei stessa e poi la Fondazione “Francesco Saverio Nitti” di cui l’Associazione rappresenta la partecipazione sociale insieme ai fondatori istituzionali (Regione Basilicata, Università della Basilicata, Provincia di Potenza, Comuni di Melfi e Maratea) di cui è presidente dalla sua costituzione il prof. Stefano Rolando.
La sua presenza nella tradizionale celebrazione del 25 Aprile nelle piazze di Melfi non è mai mancata in questi anni (con eccezione di questo 2026), insieme ai Sindaci della Città e in memoria dei molti membri della famiglia Nitti che hanno dedicato all’antifascismo anni importante della loro vita.
Portando anche la sua esperienza culturale e artistica in molti eventi promossi dalla Fondazione e dalla Associazione in Italia e all’estero.
L’ultimo suo intervento in pubblico ha riguardato la memoria delle donne della famiglia Nitti (la nonna Antonia moglie di Nitti, le zie Maria Luisa, Filomena e Marialuigia Baldini detta Pimpa) ricordando il progetto governativo dello stesso Nitti di estendere il voto alle donne fin dal 1920, nell’intervento fatto in occasione della presentazione del volume degli atti del centenario del governo Nitti presentato a Roma a Palazzo Altieri nel 2025 da molte personalità tra cui il presidente Giuliano Amato, che ha presieduto le celebrazioni del centenario.
La sorella maggiore, Maria Luisa Nitti, che la ha assistita giorno e notte nell’ultimo periodo, ha detto:
“Neutralizzati i dolori diffusi, ha ritrovato la serenità e la grazia dei suoi tempi migliori. Purtroppo, senza più margini di contenimento della malattia dilagante”.
Il Presidente della Fondazione Nitti Stefano Rolando nel comunicare la dolorosa notizia ha detto:
“Con fermezza, spesso con soavità, senza mai alterarsi, informata, aggiornata, capace di distinguere amici e rischi, si è fatta onore in tutta la sua esperienza culturale e professionale e ha fatto brillare le sue stelle comete: le virtù della sua famiglia, la qualità e i diritti delle donne, l’amicizia italo-francese, l’estetica del talento”.
I funerali sono previsti a Roma nella Chiesa di San Salvatore in Lauro, nella omonima piazza, lunedì 13 luglio alle ore 18.
A settembre il Centro culturale Nitti di Melfi ospiterà un evento in suo ricordo.
Nelle fotografie che fanno seguito Patrizia Nitti con i presidenti della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi (2004), Giorgio Napolitano (2009) e Sergio Mattarella (2019) in occasione di iniziative ufficiali della Fondazione e della Associazione Nitti.




Segnalazioni bibliografiche / Le Carte e le Storie / ed, Il Mulino (1-2025) pubblica due note su pubblicazioni promosse dalla Fondazione “Francesco Saverio Nitti”
Il Mulino – RivistewebSegnalazioni bibliografiche (doi: 10.1411/117630)
Le Carte e la Storia (ISSN 1123-5624) Fascicolo 1, giugno 2025
Ente di afferenza; Bibliotecario Parlamentare (Camera) (camera)
Copyright © by Società editrice il Mulino, Bologna. Per altre informazioni si veda https://www.rivisteweb.it
Il fascicolo 1/2025 di Segnalazioni bibliografiche / Le carte e le Storie – edito dal Mulino, pubblica due note relativamente a pubblicazioni promosse dalla Fondazione “Francesco Saverio Nitti”, qui riprodotte.
Fondazione Nitti, Un ponte verso il futuro. Francesco Saverio Nitti e il centenario del governo italiano 1919-1920, a cura di Stefano Rolando, con la supervisione di Luigi Mascilli Migliorini, Napoli, editoriale scientifica, 2024, pp. 676.

Corposissimo volume, che comprende racchiusi a stento in un solo tomo molti e differenti materiali. Innanzitutto, preponderanti per quantità, gli atti del Convegno tenuto online nel 2020, in piena pandemia, per l’iniziativa della Fondazione Nitti e incentrato sul centenario dei due governi presieduti dal leader liberale (due, ma in stretta successione: l’uno tra il 23 giugno 1919 e il 22 maggio 1920, l’altro – più breve tanto da essere quasi inesistente – tra il 22 maggio e il 16 giugno 2020).
Governi, specie il primo, attivi in tempi di crisi profonda della democrazia liberale, alle prese con i problemi dei combattenti da reinserire nella vita civile, con le tensioni irredentistiche sfociate nel colpo di mano dannunziano di Fiume, con i grandi scioperi operai culminati nell’occupazione delle fabbriche, con le prime violente manifestazioni dello squadrismo fascista; e tuttavia caratterizzati – quei governi Nitti – da una lucida percezione delle trasformazioni istituzionali necessarie allo Stato liberale, da un moderno pensiero riformista e dalla presenza in essi di uomini, a cominciare dallo stesso Nitti che li presiedette, di grande capacità e visione politica.
Ma poi convergono anche nell’indice di questo volume molti altri materiali «aggiunti», introdotti da mai banali premesse di Giuliano Amato (presidente della Fondazione Nitti), dello stesso Stefano Rolando, deus ex machina del volume, di Luigi Mascilli Migliorini.
Intanto si danno in questa parte iniziale del volume molte notizie sulla formazione e l’operato del Comitato nominato per le celebrazioni e attivo per quasi tre anni: un ricco saggio di Piero Pagnotta su Francesco Saverio Nitti e la solitudine del riformismo italiano è il primo contributo storiografico. Ma poi seguono gli atti della giornata di studi promossa a Potenza il 18 dicembre 2018; e i testi di quella tenuta di Melfi il 28 febbraio 2019; e la corposa raccolta degli interventi all’iniziativa di Napoli, 5-6 aprile 2019, aperta da una bella relazione introduttiva di Amato, cui fanno seguito diversi altri interventi, tra i quali segnaliamo quello di Luigi Musella nella sezione su «Nitti e il meridionalismo». A Maratea, «in forma di teatro», si tennero il 21 luglio 2019 Quattro dialoghi di Nitti di cento anni fa, una intelligente maniera di avvicinare il pensiero nittiano al grande pubblico.
Quindi meritano una citazione particolare gli atti della manifestazione tenuta a Roma al Senato della Repubblica, presente il presidente della repubblica Sergio Mattarella, con interventi vari di studiosi di varia tendenza ma anche con puntuali introduzioni di personalità istituzionali. e poi ancora il testo del dibattito promosso il 30 giugno 2020 su L’anno delle decisioni difficili: Rolando, Amato, Giorgio La Malfa, Lepore, Corbellini, Imbriani, Mascilli Migliorini; e qui, in appendice, segnaliamo due saggi di Guido Melis, l’uno su Francesco Saverio Nitti uomo delle istituzioni; l’altro, che è pubblicato di seguito nel volume ma appartiene già alla sezione successiva (della quale subito si dirà), su Nitti, lo Stato, le idee e lo stile di governo.
Si diceva della successiva sezione: è quella curata da Michela Minesso e svoltasi in una successiva giornata milanese del 22 aprile 2021. e qui, dopo il saggio citato di Melis, si troveranno il contributo di Antonino De Francesco, Francesco Saverio Nitti e una sua lettura dell’Ottocento politico meridionale; di Michela Minesso, Nitti, lo Stato, le riforme sociali; di Giovanna Tosatti, Il Ministero dell’interno e i prefetti nittiani; di Antonella Meniconi, Lodovico Mortara ministro e la tentata riforma della giustizia; Dora Marucco, I «tecnocrati di area»: Vincenzo Giuffrida; di Paolo Passaniti, Il riformismo mascherato. Ludovico Mortara e la legge sulla capacità giuridica delle donne; di Gianni Silei, «Un contributo alla pace sociale». La Cassa nazionale per le assicurazioni sociali; di Massimiliano Paniga, Il Parlamento e l’assistenza ai mutilati e agli invalidi di guerra; di Christian Satto, Nitti e la monarchia.
Tra le ultime sezioni del libro, infine, segnaliamo gli atti della sessione romana dell’8 dicembre 2021 («L’europa senza pace») e poi una «Appendice» di «varie», comprendente un saggio di riflessione di Giovanni Vetritto, i testi pubblicati nel n. 2/2021 della rivista «Democrazia e diritti sociali» (Luigi De Santis, Francesca Canale Cama, Michele Cento, Donato Verrastro), un Docufilm su Francesco Saverio Nitti prodotto dalla Rai e un testo di Giampaolo Manzella tratto dalla «rivista giuridica del Mezzogiorno». Chiude l’opera una raccolta di immagini e fotografie.
Massimo Crosti, Nitti interprete del Novecento. Analisi del pensiero politico, prefazione di Francesco Barbagallo,Napoli, editoriale scientifica, 2024, pp. 216.

Una analisi approfondita sulle fonti di quello che a buon diritto si può definire «il pensiero politico» di Nitti: che non fu solo l’eminente governante che si sa (specie nel periodo dell’ultimo governo Giolitti quale ministro dell’Agricoltura, industria e commercio, e poi nel biennio 1919-20 come presidente del Consiglio) ma ebbe anche una sua forte originalità teorica, una idea dell’economia e dello Stato, una percezione come pochi suoi contemporanei delle trasformazioni alle quali l’una e l’altro andavano incontro nel primo dopoguerra. Tutti i temi nittiani sono esaminati da Crosti con acume e di molti di essi si segnala la modernità.
Così la sua analisi della questione meridionale (e gli studi di statistica che vi presiedettero, ad esempio generando la originale proposta di favorire l’emigrazione dal Sud per alleggerire la pressione delle braccia da sfruttare nei latifondi meridionali). Libro importante, dunque, da leggere e discutere, anche per valorizzare una figura di leader politico che nel dopoguerra (forse anche per sua colpa: non fu felicissima la sua partecipazione alla Assemblea costituente) fu forse ingiustamente sottovalutato.
Montemerano ricorda Mariano Dolci
Il prossimo 29 giugno, dalle ore 9.00 fino al tardo pomeriggio presso la sede della Biblioteca di Storia dell’Arte di Montemerano (GR), si terrà un evento importante per ricordare Mariano Dolci, nipote diretto di Francesco Saverio Nitti, spirito libero sempre attento a schierarsi a difesa delle libertà.
La giornata nasce con un duplice obiettivo: da un lato costruire un momento pubblico di approfondimento sul confino e sulle sue connessioni con il territorio; dall’altro riportare il progetto “Dolci e Bizzarri” su un piano operativo, riattivando il confronto tra i soggetti coinvolti.
La giornata si inserisce all’interno di SIMPOSIO #4, appuntamento promosso da UNIMA Italia e organizzato da Ombre Dolci con il supporto di Accademia del Libro APS, Polo Aldi di Saturnia e Museo Diffuso della Comunità Mancianese, che si svolgerà dal 23 al 29 giugno tra Montemerano, Manciano e Saturnia.
SIMPOSIO, che riunisce operatori, artisti e studiosi del teatro di figura a livello nazionale e internazionale, si articola in attività e laboratori, momenti di confronto tra pratiche artistiche, ricerca e territorio, restituzioni pubbliche, spettacoli e incontri con la comunità.
Nell’occasione, sarà inaugurato il Museo-Laboratorio Mariano Dolci e sarà conferita la cittadinanza onoraria da parte del Comune di Manciano a Mariano Dolci.
L’incontro del 29 giugno rappresenta il momento conclusivo di SIMPOSIO e sarà interamente dedicato a Mariano Dolci, alla storia della sua famiglia e al tema del confino.
La giornata sarà articolata in tre momenti:
Mattina (ore 9.00 – 13.00), presso la Biblioteca di Storia dell’arte di Montemerano
Sessione 1
– La figura di Mariano Dolci e il rapporto tra teatro di figura, pedagogia e ricerca.
Sessione 2
– Il confino, la Resistenza e le connessioni tra territori
Pomeriggio (ore 15.00)
Tavolo di lavoro con il partenariato del progetto, finalizzato alla ripresa del percorso e alla definizione dei passaggi successivi.
Ore 17.00 – Biblioteca di Storia dell’Arte di Montemerano
Presentazione del libro “1929, Fuga dal Confino” di Luca Di Vito e Michele Gialdroni.
