Colorni, un uomo capace di guardare oltre il proprio tempo
Impegno politico, filosofia, Europa, libertà, democrazia, antifascismo sono stati i temi discussi nel corso della presentazione del libro “Eugenio Colorni” per un’Europa libera e unita (Giuntina, 2026) di Massimiliano Coccia, giornalista e scrittore, che ha dialogato con Donato Verrastro, docente di Storia Contemporanea all’università degli Studi di Basilicata e Prorettore.
E’ stato il secondo appuntamento del ciclo “Tra liberalismo e democrazia”, organizzato da Associazione e Fondazione Nitti con il patrocinio del comune di Melfi e il contributo del ristorante “Sole di Mezzanotte”. Un incontro di spessore seguito con attenzione ed interesse da un pubblico numeroso che ha gremito l’auditorium del centro culturale Nitti di Melfi.
Introducendo l’evento Gianluca Tartaglia, direttore dell’Associazione dedicata allo statista melfitano, ha affermato come “alimentarne il ricordo, conoscere il pensiero di Colorni e l’attualità dello stesso, come quelli di Gobetti e di Nitti oggetto dei focus del ciclo organizzato da Associazione e Fondazione Nitti, sia un esercizio necessario per valutare, con coscienza critica, il tempo presente. Che tra democrazie in affanno, oligarchie al potere, conflitti e movimenti, europei e nazionali, che richiamano ad un passato buio e retrogrado, non è certo rassicurante. Rifarsi ad esempi illuminati della nostra storia, trovare conforto e ispirazione nel loro pensiero e nella loro azione, credo che sia, semplicemente, una cosa buona e giusta”.
L’assessore al Bilancio del comune di Melfi Sandro Panico, portando il saluto della città, ha sottolineato “il prezioso compito di testimonianza civile che Associazione e Fondazione Nitti svolgono da anni nella nostra città, in particolare in questo periodo di disorientamento dei valori democratici. Il ciclo di conferenze 2026, che ha visto tra l’altro il ricordo di due martiri dell’antifascismo come Giovanni Amendola e Piero Gobetti a cento anni dalla morte, torna oggi su Eugenio Colorni, intellettuale, filosofo ed esponente della comunità ebraica italiana, confinato a Melfi e ispiratore del Manifesto di Ventotene, con questo interessante saggio di Massimiliano Coccia preceduto da una prefazione di Liliana Segre. È da pensatori come questi che bisogna ripartire per recuperare l’orientamento in un Occidente che sembra avere smarrito fiducia in se stesso e nei propri fondamenti democratici e spirituali”.
Il dialogo con l’autore è stato animato da Donato Verrastro, docente di Storia Contemporanea all’Università degli Studi della Basilicata e Prorettore, secondo il quale “Eugenio Colorni rappresenta uno di quei testimoni del Novecento che parlano ancora a noi oggi. Filosofo di convinte idee democratiche, seppe incarnare quel socialismo critico che permise l’incontro con altre culture politiche del suo tempo, come nel caso dell’incontro con Spinelli, a sua volta comunista critico rispetto alle derive autoritarie sovietiche. Nel volume di Coccia, in cui si ripercorre, con taglio narrativo affascinante, la vita di un uomo ucciso dai tedeschi a soli 35 anni, spicca l’esperienza del confino politico a Ventotene e poi in Basilicata, a Melfi (dopo Montemurro e Pietragalla). Autore dell’introduzione al Manifesto per un’Europa libera e unita, Colorni seppe cogliere il pragmatismo politico delle teorie europeiste in una strenua lotta ai totalitarismi, intesi quali deriva nefasta delle posizioni nazionaliste. Rileggere la sua esperienza significa sintonizzarsi su temi di profonda attualità, in una militanza che ci impone di riannodare le matrici profonde della nostra cultura democratica, nutrita di antifascismo e di pensiero politico alto”.
Soddisfazione è stata espressa dall’autore al termine dell’incontro.
“Presentare questo libro a Melfi – ha dichiarato Massimiliano Coccia– ha avuto per me un significato profondamente personale, perché qui sento ancora più vicino il percorso di Eugenio Colorni, un uomo che in questi luoghi ha attraversato una parte decisiva della propria vita e della propria formazione politica. Pensare che abbia camminato su queste stesse strade, in anni così drammatici, restituisce alla sua storia una dimensione concreta, quasi fisica, che va oltre le pagine dei libri. Colorni non è soltanto una figura della storia europea: è uno di quegli uomini le cui idee continuano a interrogarci proprio perché nacquero dalla capacità di guardare oltre il proprio tempo. Tornare qui, dunque, significa anche misurarsi con quella stessa domanda sul futuro dell’Europa, sapendo che le idee hanno senso soltanto quando riescono a parlare al presente. E Melfi, ieri sera, è stata il luogo naturale per farlo”.
Prossimo appuntamento:
10 Ottobre, ore 17,00 presentazione del libro “Nitti interprete del Novecento” di Massimo Crosti, docente universitario e scrittore, che dialogherà con Stefano Rolando presidente della Fondazione “Francesco Saverio Nitti”.



A MELFI LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO “EUGENIO COLORNI” DI MASSIMILIANO COCCIA
Sabato 26 settembre, alle ore 17,30 presso l’auditorium del Centro culturale Nitti di Melfi (vico San Pietro snc), è in programma la presentazione del libro “Eugenio Colorni” per un’Europa libera e unita (Giuntina, 2026) di Massimiliano Coccia.
Si tratta del secondo appuntamento del ciclo “Tra liberalismo e democrazia”, organizzato da Fondazione e Associazione “Francesco Saverio Nitti” patrocinato dal comune di Melfi con il contributo del ristorante “Sole di Mezzanotte”.
Dopo la presentazione del libro “Attualità di Gobetti” di Antonio Carioti, ad essere oggetto del focus di Associazione e Fondazione Nitti è un altro personaggio illuminato della prima metà del Novecento: Eugenio Colorni.
Filosofo e militante socialista, è tra le figure più significative dell’antifascismo europeo. Per la sua opposizione al regime è stato confinato in Lucania (Montemurro, Pietragalla e Melfi) oltre che a Ventotene dove, con Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, ha contribuito all’elaborazione e alla diffusione del Manifesto di Ventotene, primo progetto di una federazione europea. Attraverso documenti, lettere e testimonianze, questa biografia restituisce la complessità di una figura di straordinario rilievo.
L’autore Massimiliano Coccia, giornalista e scrittore, dialogherà con Donato Verrastro, docente di Storia Contemporanea all’Università degli Studi della Basilicata e Prorettore.

A MELFI L’ ATTUALITA’ DI PIERO GOBETTI. Presentato il libro di Antonio Carioti, primo incontro del ciclo “Tra liberalismo e democrazia”
La presentazione del libro “Attualità di Gobetti” (Passigli editore, 2026) di Antonio Carioti, evento inaugurale del ciclo “Tra liberalismo e democrazia”, organizzato da Associazione e Fondazione Nitti con il patrocinio del comune di Melfi e il contributo del ristorante “Sole di Mezzanotte”, è stata molto interessante e partecipata.
Introducendo l’incontro, tenutosi nell’auditorium del centro culturale Nitti, Gianluca Tartaglia, direttore dell’Associazione dedicata allo statista melfitano, ha sottolineato la bontà del progetto culturale che “attraverso la presentazione di tre libri, di recente pubblicazione, su Piero Gobetti, Eugenio Colorni e Francesco Saverio Nitti non solo vuole far conoscere il loro pensiero e scoprirne l’attualità, ma anche offrire l’occasione per una riflessione comune su tre figure illuminate della prima metà del Novecento. Approfondimenti utili soprattutto in un momento storico e politico nel quale movimenti, europei e nazionali, che si rifanno ad un passato buio e retrogrado stanno, pericolosamente, affermandosi”.
Il presidente del Consiglio comunale di Melfi Vincenzo Destino, portando il saluto della città, ha affermato come “Gobetti fu un giovane intellettuale capace di trasformare la cultura in impegno politico e civile. Nella sua idea di ‘rivoluzione liberale’ vedeva nella libertà una conquista fondata sulla partecipazione e sulla responsabilità. La sua opposizione al fascismo fu una scelta coerente con una concezione alta e intransigente della libertà. A cento anni dalla sua morte, Gobetti resta un riferimento per chi crede nella politica come strumento di rinnovamento della società”.

Il compito, svolto magistralmente, di animare il dialogo con l’autore è stato affidato a Giovanni Vetritto, segretario del Comitato scientifico di Fondazione Nitti, secondo il quale “il libro di Antonio Carioti fotografa l’attualità del pensiero di Piero Gobetti. Nel centenario della morte tanti dei suoi giudizi e delle sue battaglie si adattano ai vizi e ai limiti della lotta politica nel nostro paese. Conflitto, rifiuto del provincialismo e del corporativismo, del personalismo e della vuota retorica paiono scritti per l’oggi e Carioti lo dimostra con lucidità “.
Nel corso dell’incontro, l’autore del libro ha illustrato la straordinaria figura e il pensiero dell’intellettuale piemontese oltre che la sua attualità.
“Piero Gobetti, morto cento anni fa in esilio a Parigi, non fece in tempo a compiere 25 anni – sostiene Antonio Carioti-. Ma nella sua breve vita creò tre riviste, pubblicò come editore più di cento libri, scrisse un importante saggio sulla lotta politica in Italia. Soprattutto fu un fiero oppositore del fascismo, nel quale vedeva l’espressione dei peggiori difetti accumulati nella storia d’Italia: conformismo, vuota retorica, cortigianeria, culto dell’uomo forte a cui delegare ogni scelta. Gobetti pagò il suo antifascismo con arresti, persecuzioni, un feroce pestaggio che ne minò la salute. La sua fede nella libertà, nella competizione aperta tra le idee e le forze politiche, nell’economia di mercato, nell’emancipazione del lavoro resta per molti versi attuale anche nell’Italia di oggi”.
Prossimo appuntamento:
26 settembre, ore 17,30, presentazione del libro “Eugenio Colorni” di Massimiliano Coccia, giornalista e scrittore, che dialogherà con Donato Verrastro, docente di Storia Contemporanea all’Università degli Studi di Basilicata.


A Melfi si inaugura il ciclo “Tra liberalismo e democrazia”
Sabato 12 settembre, alle ore 18,00 presso l’auditorium del Centro culturale Nitti di Melfi (vico San Pietro snc), è in programma l’evento inaugurale del ciclo “Tra liberalismo e democrazia”, organizzato da Fondazione e Associazione “Francesco Saverio Nitti” patrocinato dal comune di Melfi con il contributo del ristorante “Sole di Mezzanotte”.
Si tratta di tre incontri nel corso dei quali si cercherà di capire meglio l’attualità del pensiero oltre che l’azione intellettuale, politica e civile di tre protagonisti del Novecento italiano: Gobetti, Colorni e Nitti.
Lo spunto è offerto da tre libri, di recente pubblicazione, che saranno presentati attraverso il format del dialogo a due voci. Insieme all’autore, infatti, converseranno personalità del mondo accademico e della stessa Fondazione Nitti.
Questo il calendario degli incontri:
- 12 Settembre, alle ore 18, “Attualità di Gobetti” (Passigli editori) di Antonio Carioti, giornalista de “Il Corriere della Sera” e scrittore, che dialogherà con Giovanni Vetritto, segretario del Comitato scientifico di Fondazione Nitti.
- 26 Settembre, alle ore 17,30, “Eugenio Colorni” (Giuntina) di Massimiliano Coccia, giornalista e scrittore, che dialogherà con Donato Verrastro, docente di Storia Contemporanea all’Università degli Studi della Basilicata.
- 10 Ottobre “Nitti, interprete del Novecento” (Editoriale Scientifica) di Massimo Crosti, docente universitario e scrittore, che dialogherà con Stefano Rolando, presidente di Fondazione Nitti.
“Gobetti, Colorni, Nitti. Tre luci nel firmamento drammatico della prima metà del Novecento – afferma il presidente di Fondazione Nitti Stefano Rolando-. Il punto di convergenza di diverse culture della libertà: quella liberale, quella radicale, quella socialista, quella federalista. Tre figure che pagarono un prezzo molto alto per il loro antifascismo (due perdendo la vita, Nitti con più di vent’anni di esilio e di incarcerazione durante la guerra ad opera dei nazisti). L’importanza della loro testimonianza – pensiero, vita, scrittura – si proietta nel futuro per avere argomentato il superamento tanto del liberalismo classico quanto del socialismo ortodosso. La scelta di Fondazione e Associazione Nitti di presentare a Melfi tre nuovi libri a loro dedicati non è quindi un modo per rivangare “vecchie storie”, ma per pensare a ciò che è vivo ora nella cultura politica che vuole sorreggere il cambiamento che serve”.

Molto interessante e partecipato il talk su “Informazione, disinformazione e politica. Il dibattito pubblico nell’era dei social” con i giornalisti Fabio Martini e Beatrice Volpe a Melfi.
Come è cambiata l’informazione, il ruolo dei giornalisti, come agiscono la disinformazione e la propaganda. Quali ripercussioni hanno sulla vita dei cittadini, come esse possono condizionare ed orientare il dibattito pubblico in un’epoca dove la principale fonte di informazione sono i social media.
Sono solo alcuni dei temi affrontati, da Fabio Martini, giornalista de “La Stampa” e saggista, e dalla giornalista Beatrice Volpe, nel talk “Informazione, fake news e politica. Il dibattito pubblico nell’era dei social” organizzato da Associazione e Fondazione Nitti con il patrocinio del comune di Melfi e il contributo di Bcc Gaudiano di Lavello e Relais “La Fattoria”, tenutosi nel magnifico scenario dell’atrio del palazzo vescovile di Melfi.

Si è trattato del secondo ed ultimo appuntamento del mini ciclo “Dialoghi d’estate (con note), iniziato nel luglio scorso con il concerto di musica e parole dedicato a Patrizia Nitti recentemente scomparsa, che rappresenta il contributo di Associazione e Fondazione Nitti alle iniziative estive tenutesi nella cittadina federiciana.
L’evento, introdotto da Gianluca Tartaglia, direttore di Associazione Nitti, e dal saluto di Sua Eccellenza Ciro Fanelli, Vescovo della diocesi di Melfi, Rapolla e Venosa, ha destato l’interesse del numeroso pubblico presente che ha seguito con molta attenzione il serrato dialogo a due voci tra gli autorevoli ospiti.

“Con in mondo in tumulto e opinioni pubbliche sempre più disorientate – ha affermato Fabio Martini– i media in Italia indulgono al sensazionalismo e alla partigianeria: sotto questo punto di vista l’occasione offerta da Associazione e Fondazione Nitti è stata fuori dai cori e particolarmente utile”.
“Non smettere mai di cercare di capire, di confrontare le fonti, di scavare sotto la superficie. Il ruolo del giornalista oggi più che mai – ha sostenuto Beatrice Volpe– trova la sua ragion d’essere in questo assunto. L’informazione ‘faidate’ di alcuni social porta a rischi elevatissimi. Ne è un drammatico esempio il caso della bambina di Palermo morta per difterite. I genitori non l’avevano vaccinata perché temevano che il siero potesse provocare l’autismo. Non sono i soli, purtroppo. L’informazione gestita da professionisti autorevoli può essere fondamentale per scongiurare pericolose derive sociali, ma anche per fornire gli strumenti corretti per analizzare il contesto politico”.
Prossimo appuntamento:
12 settembre, centro culturale Nitti, con la presentazione del libro “L’attualità di Gobetti” di Antonio Carioti. Evento inaugurale del ciclo “Tra liberalismo e democrazia” che proseguirà il 26 settembre con la presentazione del libro “Eugenio Colorni” di Massimiliano Coccia e il 10 ottobre prossimo con la presentazione del libro “Nitti interprete del Novecento” di Massimo Crosti.
A MELFI “INFORMAZIONE, FAKE NEWS E POLITICA. IL DIBATTITO PUBBLICO NELL’ERA DEI SOCIAL”
Sabato 29 agosto, alle ore 19,30 presso l’atrio del Palazzo Vescovile di Melfi, è in programma l’evento conclusivo di “Dialoghi d’estate (con note)”, breve ciclo di eventi organizzato da Fondazione e Associazione “Francesco Saverio Nitti” patrocinato dal comune di Melfi con il contributo di Bcc Gaudiano di Lavello e Relais “La Fattoria”.
Dopo il concerto di musica e parole dedicato a Patrizia Nitti, presidente dell’associazione Nitti recentemente scomparsa , è la volta del talk “Informazione, fake news e politica. Il dibattito pubblico nell’era dei social” con Fabio Martini, giornalista de “La Stampa” e saggista, che dialogherà con la giornalista Beatrice Volpe.
“Non c’è più un soggetto civile moderno– afferma il presidente di Fondazione Nitti Stefano Rolando- che possa sfuggire alla malattia infettiva che, in avvio del terzo millennio, ha cambiato la gerarchia della patologia contemporanea. La confusione totale del diritto/dovere di distinguere il vero dal falso. ‘Non sfuggire’ nel senso di dare qualche contributo – in rapporto alla propria missione, alla propria utenza, al lavoro pedagogico con i giovani – di indagine di chiarificazione e di controtendenza. Non c’è solo un imputato – la rivoluzione digitale- perchè c’è pure una involuzione culturale complice di questo grave fenomeno. Da qui il ringraziamento di Associazione e Fondazione Nitti a Fabio Martini e a Beatrice Volpe per portare a Melfi le loro riflessioni soprattutto connesse alla professione giornalistica che subisce un grande strattonamento rispetto al tema. Sappiamo che c’è anche chi reagisce. E speriamo che ciò mostri anche il lato critico e qualche via d’uscita a disposizione di tutti i consumatori di informazione e comunicazione. Purchè non ignari almeno dell’esistenza del problema”.
“Si tratta – afferma il direttore di Associazione Nitti Gianluca Tartaglia– di un’occasione importante per capire bene le dinamiche della comunicazione, ma anche della disinformazione e della propaganda e le conseguenze che queste hanno nella vita di tutti i giorni dei cittadini e come esse possono condizionare e orientare il dibattito pubblico soprattutto in un’epoca dove i social media rappresentano, di gran lunga, gli strumenti preferiti dai quali informarsi. Un incontro che ci permetterà di affrontare anche i principali temi presenti nell’agenda politica nazionale ed internazionale attraverso un punto di vista terzo ed autorevole”.
