Montemerano ricorda Mariano Dolci
Il prossimo 29 giugno, dalle ore 9.00 fino al tardo pomeriggio presso la sede della Biblioteca di Storia dell’Arte di Montemerano (GR), si terrà un evento importante per ricordare Mariano Dolci, nipote diretto di Francesco Saverio Nitti, spirito libero sempre attento a schierarsi a difesa delle libertà.
La giornata nasce con un duplice obiettivo: da un lato costruire un momento pubblico di approfondimento sul confino e sulle sue connessioni con il territorio; dall’altro riportare il progetto “Dolci e Bizzarri” su un piano operativo, riattivando il confronto tra i soggetti coinvolti.
La giornata si inserisce all’interno di SIMPOSIO #4, appuntamento promosso da UNIMA Italia e organizzato da Ombre Dolci con il supporto di Accademia del Libro APS, Polo Aldi di Saturnia e Museo Diffuso della Comunità Mancianese, che si svolgerà dal 23 al 29 giugno tra Montemerano, Manciano e Saturnia.
SIMPOSIO, che riunisce operatori, artisti e studiosi del teatro di figura a livello nazionale e internazionale, si articola in attività e laboratori, momenti di confronto tra pratiche artistiche, ricerca e territorio, restituzioni pubbliche, spettacoli e incontri con la comunità.
Nell’occasione, sarà inaugurato il Museo-Laboratorio Mariano Dolci e sarà conferita la cittadinanza onoraria da parte del Comune di Manciano a Mariano Dolci.
L’incontro del 29 giugno rappresenta il momento conclusivo di SIMPOSIO e sarà interamente dedicato a Mariano Dolci, alla storia della sua famiglia e al tema del confino.
La giornata sarà articolata in tre momenti:
Mattina (ore 9.00 – 13.00), presso la Biblioteca di Storia dell’arte di Montemerano
Sessione 1
– La figura di Mariano Dolci e il rapporto tra teatro di figura, pedagogia e ricerca.
Sessione 2
– Il confino, la Resistenza e le connessioni tra territori
Pomeriggio (ore 15.00)
Tavolo di lavoro con il partenariato del progetto, finalizzato alla ripresa del percorso e alla definizione dei passaggi successivi.
Ore 17.00 – Biblioteca di Storia dell’Arte di Montemerano
Presentazione del libro “1929, Fuga dal Confino” di Luca Di Vito e Michele Gialdroni.

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